$('#s1').cycle();
        
        
        
        
        
        

Introduzione

L'Unione Europea di oggi conosce un lungo processo di globalizzazione, aprendosi a nuovi mercati, ponendosi centralmente rispetto a grandi flussi di lavoratori, punto di incontro di idee e di progetti. Ma circa cinquecento anni fa, l'Europa aveva già vissuto un analogo travaglio, appassionante quanto complesso: la scoperta dell'America e l'apertura di nuove rotte verso l'Asia. I navigatori fiorentini sono stati tra i grandi protagonisti di quella stagione e ancora oggi il loro esempio, le loro vicissitudini e soprattutto la loro visione interdisciplinare costituiscono un patrimonio esemplare per l'attuale Unione Europea.
Una lezione preziosa per le attuali sfide dell'Europa, tanto che nell'ottobre del 2012 lo stesso Parlamento Europeo ha ospitato, sotto il patrocinio del deputato Niccolò Rinaldi, vice-presidente dell'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa, un importante sessione di lavoro dedicata ai navigatori fiorentini. In quell'occasione non è stato solo presentato il volume Oceano Arno di Niccolò Rinaldi e illustrata una relazione di Sir Graham Watson, ma anche il Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schultz, ha dichiarato:

«Il Parlamento europeo è il luogo ideale per celebrare il quinto centenario della morte di Amerigo Vespucci e per ospitare il convegno L'Europa e il mito, l'America e l'uomo.
Questo incontro mi sembra particolarmente opportuno sia a causa della concomitanza con l'appuntamento elettorale americano che offre un'opportunità di misurare quanto sia grande la distanza materiale e immateriale dell'oceano che divide Europa e Stati Uniti, ma anche come occasione per riflettere sull'esperienza di Amerigo Vespucci, il quale offre lezioni importanti per la navigazione nelle turbolente acque del progetto europeo.
Tre sono per me tre insegnamenti particolarmente attuali nella vita di Amerigo.

1) Amerigo Vespucci ha mostrato il vero valore del concetto di uomo rinascimentale. Vespucci è stato un banchiere, un esploratore, un cartografo e un navigatore, ma soprattutto ha saputo sfidare le idee preconcette e i dogmi del suo tempo. Vespucci ha saputo vedere l'America, il Mondo Nuovo, lì dove altri vedevano solo l'estensione del continente asiatico.

2) Vespucci ha dimostrato che il successo ha le sue fondamenta nell'interdipendenza e non nell'autosufficienza. Vespucci collaborò non solo con connazionali, ma soprattutto con spagnoli e portoghesi. Fece tesoro dei racconti degli altri viaggiatori, delle loro esperienze e idee. Ma l'interdipendenza più fruttuosa per Vespucci forse fu proprio con chi lui non conobbe mai: il cartografo Martin Waldseemüller, che iniziò a produrre carte in cui il nuovo continente era chiamato America, proprio in onore alle intuizioni di Vespucci.

3) Vespucci e gli altri navigatori quali Giovanni da Verrazzano o Filippo Sassetti sono anche i rappresentanti di un genius loci, quello di Firenze che si dimostrò fucina di esploratori, navigatori e cartografi. Vespucci dimostra che il luogo di origine - la città - non è un elemento secondario nel successo di un'impresa. E forse la vostra discussione di oggi potrà proprio servire a rispondere alla domanda: "Perché a Firenze?"

L'esperienza fiorentina del XV-XVI secolo mi sembra sottendere un'ulteriore insegnamento. In quel mondo che si andava "globalizzando" gli esploratori fiorentini hanno avuto un gran successo perché, pur abbracciando il nuovo, sono rimasti fedeli alle loro radici umanistiche.
Credo che questo insegnamento – durante questa crisi che sembra farci perdere la bussola – possa essere più che mai utile».


Questo museo virtuale dei navigatori si propone, grazie al sostegno dato dall'ADLE al progetto, come un innovativo seguito dell'iniziativa, in modo da permettere una maggiore diffusione dell'opera dei navigatori fiorentini al pubblico europeo; e consente, inoltre, di rilanciare una riflessione culturale e storica degli attuali processi di globalizzazione, nei quali mercanti, esploratori e scienziati sono stati protagonisti di un nuovo mondo.